QUANDO IL PILOTA È UNA DONNA

Astrolabe N° 27
CRLV – Université Paris-Sorbonne
Quando il pilota è una donna
Fiorenza de Bernardi si racconta

QUANDO IL PILOTA È UNA DONNA
Fiorenza de Bernardi si racconta

image001_1.jpg

Fiorenza de Bernardi est la première femme pilote de vols commerciaux en Italie et la première femme à avoir piloté un DC-8. Elle est une pionnière de l'aviation italienne et fille de Mario de Bernardi, as de l'aviation qui gagna la coupe Schneider en 1926 ; elle se bat encore aujourd'hui pour la reconnaissance d'une juste place pour les femmes qui entreprennent la carrière dans le monde aéronautique. Cette autobiographie, parue chez LoGisma, avec le concours du musée de l'aviation italienne G. Caproni, nous restitue des croquis et les relations de voyages dans le monde entier, avec toute la passion et la vitalité que Fiorenza de Bernardi a toujours mises dans son travail.

Un falco veleggiava sotto di me. Bellissimo con le sue ali spiegate nel cielo azzurro dell'Aeroporto dell'Urbe ed io ero sopra di lui! Il rombo del piccolo motore dell'FL3 mi teneva compagnia e l'emozione di volare, finalmente da sola, era grande. Quel giorno sapevo che avrei volato ancora, che quella passione che non ti lascia più era entrata in me con tutto l'entusiasmo dei miei vent'anni ma non immaginavo davvero che avrei volato ben 35 anni della mia vita e che sarei diventata la 1° pilota di linea italiana e poco dopo la prima comandante. (p. 39)

È il 30 maggio 1951 e Fiorenza de Bernardi dice al padre che avrebbe fatto un giretto con un istruttore: in realtà, effettua il suo primo volo, al comando di un piccolo FL3 ed è un'esperienza che rimarrà per sempre stampata nella sua memoria. La sua passione per il volo nasce da un'inestinguibile curiosità, che la accompagnerà in tutti i suoi viaggi in giro per il mondo.

Fiorenza è figlia di Mario de Bernardi, l'asso dell'aviazione italiana, che conquistò la coppa Schneider nel 1926 e che contribuì al progresso della tecnologia, lavorando come collaudatore del Campini-Caproni e del Marchetti: ad esempio, ideò un freno per l'appontaggio degli aerei sulle navi, il cui principio è tutt'ora in uso, lavorò ad alcuni esperimenti che portarono all'ideazione del pilota automatico, nel 1933 inventò un correttore di rotta sempre automatico e successivamente i siluri a reazione per la marina che però perse tempo, permettendo così ai tedeschi di prenderne i progetti.

Nei primi anni da pilota, Fiorenza de Bernardi partecipa a numerose gare di volo, ottenendo sempre ottimi piazzamenti ed è proprio grazie ad una di queste che, pagando il carburante con la vincita, si concede insieme all'amica Graziella Sartori un viaggio in Portogallo con un Macchino 308. È l'agosto 1957 quando le due ragazze partono per Cannes, toccando successivamente Bilbao, Madrid (dove si fermano due giorni) ed infine Lisbona. Qui, attraverso il Gen. Graziani (che era stato primo istruttore di Mario de Bernardi), Fiorenza e Graziella ottengono udienza dal re Umberto II, che le accoglie a Cascais insieme alla figlia Maria Gabriella. Dopo una permanenza di qualche giorno, le due ragazze ripartono verso la Spagna, facendo tappa a Siviglia, dove rimangono scioccate dalla corrida (facendo tutto il tempo il tifo per il toro), a Granada, dove visitano l'Alhambra, ed infine Barcellona, prima di rientrare a Cannes e a Milano il 29 agosto.

Nel 1965, Fiorenza frequenta il corso IFR basico alla scuola di Alghero e viene subito assunta dall'Aeralpi del Conte Aquarone. All'epoca l'Alitalia affittava spesso i voli dell'Aeralpi per rotte interne e Fiorenza è stata la prima donna a trasportare passeggeri per la compagnia di bandiera (la prima pilota Alitalia sarà Antonella Celletti, diversi anni dopo): "La prima volta che dissi, arrivando a Venezia: «Qui AZ 088 buonasera» mi sentii molto emozionata" (p. 71).

Alla morte del Conte Aquarone, l'Aeralpi è costretta a chiudere e l'Alitalia assume tutti i piloti, tutti tranne Fiorenza in quanto donna. La delusione di questa discriminazione scompare quando l'Aertirrenia assume Fiorenza come pilota di taxi aereo ed è con questa compagnia che ottiene anche il grado di Comandante.

Tra gli aerei dell'Aertirrenia c'è lo Yak 40, con il quale Fiorenza farà un lungo ed emozionante viaggio in Australia nel 1971, per una missione pubblicitaria del mezzo: il suo diario, carico di aneddoti e di impressioni, viene riprodotto in parte. Partiti da Firenze alla volta di Brindisi e di Tessalonica, la prima vera tappa è ad Ankara, in una Turchia controllata dalle forze armate, dove Fiorenza mangia per la prima volta un kebab. In seguito è la volta di Teheran, dove lo Yak arriva il 20 giugno e dove c'è una tale umidità che a fianco della pista vi sono numerosi ranocchi. Il giorno successivo il volo raggiunge Lahore ed in seguito New Delhi, dove però l'equipaggio non rimane a lungo, a causa del pericolo colera. Dopo aver sorvolato Calcutta, Fiorenza raggiunge Rangoon il 24 giugno. Qui vista la pagoda di Shwedagon:

è la più grande e credo la più bella! Un agglomerato di cappelle intorno alla principale immensa e tutta d'oro che ha 2000 anni. Le cappelle dorate o di colori decisi come l'azzurro, il rosso o cosparse di vetrini colorati e scintillanti. Molte hanno il tetto spiovente che termina in una ricamo e ospitano Buddha d'oro di varie grandezze.

Fra questo scintillio si ode una musica dolcissima e misteriosa. Poi scopri che sui tetti ci sono ghiere di campanelli che tintinnano sommessamente all'aria. [...] Ho comprato vari gufetti in legno rivestito di carta dorata. Qui il gufo si chiama "zigne" ed è venerato come un vecchio saggio e porta fortuna. (p. 84-85)

A causa del cattivo tempo, lo Yak effettua uno scalo a Bangkok e dopo aver sorvolato la Malesia, il 27 giugno giunge a Singapore, dove l'equipaggio approfitta dell'assenza di tasse per alcuni acquisti:

Al momento di definire il prezzo degli oggetti che volevamo comprare abbiamo lasciato contrattare Antignani, il nostro bravo motorista napoletano che ha saputo battere gli indigeni con la sua stuzia e parlantina. (p. 86)

Dopo una visita all'isola di Bali, il 30 giugno lo Yak raggiunge infine la propria meta, Darwin. Nei giorni che seguono, l'equipaggio è ricevuto a Canberra (dove "non vedi un filo d'erba fuori posto"), a Melbourne e a Sidney, mentre gli autraliani possono provare il velivolo. A Brisbane, Fiorenza visita il Lone Pine Park, dove può vedere da vicino i koala, i canguri e gli emu. Il 17 luglio l'equipaggio inizia il proprio ritorno in Europa, dapprima attraverso Giacarta e Kuala Lumpur ed in seguito riprendendo il percorso già effettuato all'andata, attraverso l'India (dove lo Yak sopporta la violenza dei monsoni), Teheran e Istanbul, arrivando a Firenze il 2 agosto.

Abbiamo atterrato a Firenze dopo 45 giorni e 116 ore di volo. Smaniosi di telefonare alle nostre famiglie, di raccontare, di riposarci con i piedi sulla terra. Ma abbiamo indugiato pochi minuti prima di aprire la scaletta dello Yak perchè abbiamo voluto fare ancora un brindisi "intimo", solo per noi. Un brindisi per l'equipaggio di questa elettrizzante avventura che non dimenticheremo mai. (p. 97)

Fiorenza passa successivamente all'Avioligure e all'Aeral, dove nel 1980 è la prima donna a pilotare un DC-8 e dove rimane fino al 1985, quando un terribile incidente automobilistico mette fine alla sua carriera.

Oggi Fiorenza de Bernardi continua a lottare per il riconoscimento dei diritti delle donne pilota e per la riqualificazione dell'aeroporto dell'Urbe di Roma. La sua autobiografia, India, Kilo Alpha. Qui Fiorenza, forte e chiaro, non solo riunisce gli scritti e i ricordi emozionati di Fiorenza, ma anche numerose fotografie dell'epoca e diversi articoli che la riguardano. Il titolo riprende l'alfabeto fonetico radiotelefonico, impiegato in aeronautica, anche se nel volume purtroppo non si fa accenno al significato di tali parole.

Alessandra Grillo

Quarta di copertina

Fiorenza de Bernardi, la prima donna pilota di linea commerciale in Italia, prima donna ai comandi del DC-8, e pilota di montagna. Fiorenza è un pioniere, un esempio, un personaggio. Per trent'anni ha volato nei cieli di tutto il mondo sul suo amato Yak 40 ed ha aperto la strada e il mestiere del volo a molte altre donne per le quali ancora oggi si batte. Figlia d'arte, di quel Mario de Bernardi asso dell'aviazione italiana e vincitore della Coppa Schneider del 1926, ma anche collaudatore del Campini-Caproni, Fiorenza rappresenta da sempre un vero punto di riferimento per tutte le donne che volano.

Référence bibliographique:

Fiorenza de Bernardi, India, Kilo Alpha. Qui Fiorenza, forte e chiaro!, Vicchio, LoGisma editore, 2008, 144 p., ill., ISBN 978-88-87621-785, 15 €

Pour citer cet article:

Référence électronique
Alessandra GRILLO, « QUANDO IL PILOTA È UNA DONNA », Astrolabe [En ligne], Septembre / Octobre 2009, mis en ligne le 07/08/2018, URL : https://astrolabe.msh.uca.fr/septembre-octobre-2009/dossier/quando-il-pilota-e-una-donna